mercoledì 1 ottobre 2014

Historic Route 66

Holbrook, Az. - USA
"L'arteria 66 è il grande itinerario dei popoli nomadi. Infinito nastro d'asfalto gettato sul continente
per allacciare regioni grigie e regioni rosse, si adatta a tutte le pieghe del terreno, serpeggia su pei
fianchi delle catene montane, valica i crinali e si precipita in basso nel terribile deserto, divora il
deserto e si lancia all'assalto di altre montagne, le conquista e irrompe nelle ricche vallate della
California. L'arteria 66 è il calvario dei popoli in fuga, di gente che migra per salvarsi dalla polvere e dall'isterilimento della terra, dal rombo della trattrice e dall'avarizia dei latifondisti, dai venti
devastatori che nascono nel Texas e dalle inondazioni che invece d'arricchire il suolo lo defraudano
della poca ricchezza che ancora possiede. Son questi i malanni che i nomadi fuggono confluendo da
ogni dove per strade secondarie e tratturi e sentieri sull'arteria 66, la strada maestra, la direttrice di
fuga. Clarksville, Ozark, Van Buren e Fort Smith, e qui finisce l'Arkansas, Tulsa, McAlester, Wichita
Falls, Enid, Edmond, McLoud, Purcell, Oklahoma City, El Reno, Clinton, Hydro, Elk City e
Texola, e qui finisce l'Oklahoma. Shamrock, McLean, Conway, Amarillo la gialla, Wildorado, 66
Vega e Boise, e qui finisce il Texas. Tucumcari, Santa Rosa, Albuquerque dove immette la strada di
Santa Fe, e sul Rio Grande Los Lunas, e di nuovo a ponente Gallup, e qui finisce il Nuovo Messico.
Ed ecco le montagne gigantesche. Holbrook, Winslow, Flagstaff sull'altopiano dell'Arizona,
Ashfork, Kingman, dove l'acqua si trasporta a braccia e si vende, poi le verdi sponde del Colorado,
e qui finisce l'Arizona. L'altra sponda è già California al cui confine s'incontra la graziosa cittadina
di Needles, sul fiume. Ma il fiume è ostile, in queste zone. Da Needles ha inizio una distesa
assolata, ed ecco il deserto, il deserto rosseggiante di bagliori lontani e disseminato di gigantesche
scure rupi, che la 66 divora fino a raggiungere Barstow, per poi scavalcare serpeggiando altre
montagne, oneste, su su fino al passo che s'apre inatteso e mostra, sotto, le valli benedette, cosparse
di orti di vigne e di casette bianche e, all'estremo orizzonte, una città. Grazie a Dio il viaggio è
finito!"
Furore by John Steinbeck 

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